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Bianco e Nero vs Colori: Decisioni fotografiche cruciali.

Bianco e Nero o Colore.
Intensità senza tempo o vibrazioni emotive.
Ce lo siamo chiesto tutti, almeno una volta, in termini più immediati anche solo davanti al social di turno, dove un click aggiunge o toglie colore senza fatica e senza pensieri.
Ma è una domanda che può essere imbarazzate e, soprattutto, molto importante.

Partiamo dall’inizio.
La tecnologia, in fotografia, ha un ruolo fondamentale.
Determinante.
Il mezzo tecnico crea l’estetica e veicola i contenuti, quindi a pellicole non raffinate corrispondono immagini primitive.
Come i muscoli della gola articolano suoni complessi e quindi pensieri elaborati.
A grandi linee: le prime emulsioni all’argento fissavano immagini in scala di grigi, poi si sono aggraziate ed è stato aggiunto il colore, via via più raffinato. Poi la chimica ha lasciato spazio alla corrente elettrica e coi sensori digitali i colori ce li possiamo anche inventare.
Quindi, in principio, la scelta tra Bianco e nero o Colore era solo una mera questione tecnica: era più facile (e meno costoso) reperire materiali sensibili in bianco e nero piuttosto che a colori.

Ma a prescindere dalla scelta tecnica, con o senza colore un’immagine cambia.
Cambia parecchio.

A livello percettivo niente colori vuol dire meno distrazioni, quindi una foto in bianco e nero ti proietta dentro l’azione, ti fa vedere la forma, ti racconta l’avvenimento, ti avvolge nelle ombre e ti abbaglia con le luci. Niente distrazioni, solo fatti.
Basta guardare una foto di Nachtwey, o di Salgado, leggere un corpo di Bitesnich o un paesaggio di Hoflehner e sarà tutto chiaro.
Il bianco e nero è innaturale, parla direttamente all’immaginazione, sussurra, detta le regole, sottende complicità alle quali non ci si sottrae.

Il colore invece è complicato. Tutto quello che ci circonda è a colori, i colori sono segnali inequivocabili di pericolo o di salvezza, di nutrimento o di veleno. I colori ci guidano, ci influenzano, determinano il nostro stato d’animo.
Un’immagine a colori non è solo narrazione, è empatia, è attrazione o disgusto, è calma piatta o shock emotivo. Eggleston, La Chapelle, Aldridge, Bourdin, ognuno a modo suo ci spiega questa cosa. Il colore arriva prima di tutto e sposta la narrazione. Se dosato a dovere cambia le carte in tavola e fa leggere cose altre, a prescindere dalle forme.

Ecco perché un’immagine nasce in bianco e nero o a colori. Dipende da quello che si vuole dire, da come si vuole rappresentare quell’idea che gira nella testa tanto forte da dover diventare una fotografia.
Lasciamolo stare, quel pulsante sui social. Se una foto è grigia o colorata ce lo dice lei stessa, prima ancora di venire al mondo.

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