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I 5 libri di fotografia che ogni appassionato dovrebbe possedere

Iniziare un blog.
Non è facile, così su due piedi, iniziare a scrivere un blog.
Di fotografia poi, che se ne parla anche troppo, spesso a sproposito anche nei libri.
Un fotografo bravo che conosco una volta mi ha detto: “il fotografo deve star zitto. Sono le foto che parlano per lui”. Ed è vero.
Ma per parlare, le fotografie bisogna che abbiano corde vocali.
O comunque qualcosa che vibri per produrre una voce o un suono. Che veicoli un messaggio.
Allora questo blog, tra le altre cose, cercherà le corde vocali delle immagini e cercherà, per quanto ne sarà capace, di esercitarle, le corde vocali.
Fotografare è affare di pratica e di teoria ma mentre la teoria la leggi sui libri, la pratica la devi fare. Davanti al soggetto ti ci devi mettere e in una certa misura ti ci devi rapportare.
Più ti ci rapporti, più alto è il volume che le corde vocali producono.
Allora, pratica o teoria, personalmente inizio dall’osservazione. Costante. Delle cose vere e delle cose nelle foto di chi le corde vocali ce le ha forti (le cose vere e le cose nelle foto hanno rapporti tutt’atro che semplici).
Quindi inizio da qui, dai maestri, che in quanto tali insegnano. E hanno una grande voce.
Questi sono secondo me i 5 libri di fotografia che ogni appassionato dovrebbe avere (e leggere… i libri sono belli nelle librerie di casa, ma letti hanno un effetto migliore).

1. Roland Barthes, “La Camera Chiara”

È un saggio filosofico. Roland Barthes esplora il significato della fotografia e la sua connessione con l’emotività umana. Il libro offre una riflessione profonda sulla natura dell’immagine fotografica, toccando temi di memoria, tempo e significato. È filosofia, da leggere e rileggere. Personalmente ogni volta ci trovo uno spunto diverso.

2. Susan Sontag, “Sulla Fotografia”

Un classico della teoria fotografica, Susan Sontag esplora la complessità dell’atto fotografico e il suo impatto sulla società. Una visione critica sulla fotografia come linguaggio e come mezzo di interpretazione del mondo circostante. Se Barthez è il mattone, Sontag è la malta per costruire le fondamenta di una buona visione da fotografo. Questo libro va studiato, non soltanto letto, o anche aperto ogni tanto per ripassare, soprattutto nei momenti di crisi creativa.

3. Luigi Ghirri, “L’Atto Fotografico”

Ecco una prospettiva unica sull’atto fotografico e sull’esplorazione del significato e dell’impatto della fotografia nella società contemporanea. Luigi Ghirri analizza il ruolo dell’immagine fotografica e la sua connessione con la realtà. Se vai in giro a fotografare in Italia, non puoi non aver sentito parlare di Ghirri, (che di libri di fotografia ne ha scritti tanti) e davvero non puoi non averlo letto.

4. Ansel Adams, “Manuale di Fotografia”

E finalmente ecco un vero testo di tecnica fotografica. Scritto dal leggendario maestro della fotografia paesaggistica Ansel Adams, questo manuale è un’opera fondamentale per chi desidera approfondire le tecniche della fotografia in bianco e nero. Copre aspetti tecnici come esposizione, composizione e sviluppo delle immagini. Stiamo parlando di fotografia analogica, quindi “preistoria”, ma comunque ci sono aspetti artigianali del fotografare che vanno conosciuti. Imparo la regola per poi infrangerla, ma con congnizione.

5. Henri Cartier-Bresson, “Il Momento Decisivo”

Un classico intramontabile scritto dal padre fondatore della cosiddetta street photography, Henri Cartier-Bresson. Il libro presenta una raccolta di sue fotografie e riflessioni sulla cattura del “momento decisivo,” contribuendo a definire il concetto di fotogiornalismo e street photography. Personalmente non amo alcuni dettami della street e sicuramente Bresson è piuttosto mainstream ai giorni nostri, ma se non c’è fotoamatore che non lo abbia sentito nominare almeno una volta, ci sono mille ottimi motivi.

È vero, in questa lista, assai poco esaustiva, sembrerebbe esserci più teoria che pratica e formule, ma sono convinto che il cervello sia un occhio molto più potente e profondo del dito che preme l’otturature. Nutrito con le idee giuste produrrà fotografie con una voce molto più forte.


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